450 progettisti al convegno di The Next Building a Torino!

Convegno The Next Building "Verso L'Architettura e la Città Sostenibile" al Politecnico di Torino

Il numero dei partecipanti è chiaro segno di successo per un convegno di formazione, ma lo è ancora di più  la considerazione – ex post – che presenza, attenzione e concentrazione del pubblico (composto per 2/3 da architetti e per 1/3 da ingegneri) siano state legate alla straordinaria qualità degli interventi, un elemento distintivo dell’alto profilo dei contenuti dell’evento organizzato da The Next Building con il patrocinio del Politecnico di Torino che si è tenuto ieri nell’aula magna Giovanni Agnelli.Verso l’Architettura e la Città Sostenibile” è stato il tema dell’evento, un argomento non nuovo, ampiamente dibattuto, cavallo di battaglia del ripensamento progettuale degli ultimi decenni. Ma la prospettiva concreta, rivolta alla pratica professionale, l’opportunità di mettere a sistema punti di vista e visioni diverse (anche fortemente critiche) sulla recente legislazione (i Decreti minimi e i CAM), il livello degli interventi e l’autorevolezza dei relatori ha rappresentato uno straordinario valore aggiunto all’informazione, condiviso da Francesco Briglia, direttore area building di DBInformation promotore e organizzatore dell’iniziativa.

C.A.M. … benvenuti!

Condivisa da tutti i relatori un’interpretazione positiva degli aggiornamenti normativi e legislativi: se è vero che tutto è perfettibile e adattabile alla mutevoleza del contesto di riferimento, nonostante le difficoltà e la lenta evoluzione dei processi, è indiscutibile che siano stati fatti passi da gigante negli ultimi vent’anni in tema di eco sostenibilità e di rispetto dell’ambiente. Progettare e costruire in modo sostenibile è oggi una conditio sine qua non Ma non basta, le indicazioni delle Direttive europee, ma soprattutto l’energy consciousness professionale spingono nella direzione di una continua implementazione di un Costruire ambientalmente rispettoso. La politica è il soggetto fondamentale per la crescita e lo sviluppo della sostenibilità in edilizia – ha affermato Lorenzo Matteoli, preside della Facoltà di Architettura di Torino dal 1981 al 1986.  Il conflitto tra economia e ambiente va risolto politicamente ed è necessario scendere in campo investendo risorse. La politica (nazionale, europea, planetaria) è il primo elemento determinante; il secondo è il fattore Tempo, una vera e propria urgenza ad affrontare l’obsolescenza accelerata delle città che nell’arco dei prossimi trent’anni dovranno essere riprogettate in chiave ambientale. Infine la capacità di introiettare e cogliere le immense opportunità della rivoluzione digitale per il governo e lo sviluppo dell’efficienza energetica degli edifici. La prospettiva inclusiva indicata dai Crediti Ambientali Minimi (ultimo aggiornamento pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 gennaio 2017) che considera gli aspetti economici e sociali e non solo quelli energetici è stata sottolineata da Gabriella Peretti (DAD Politecnico di Torino): il paradigma di riferimento si amplia (in prima battuta per la P.A.) alla durabilità, alla manutenzione e al ciclo di vita dell’edificio. Si prospetta, dunque, uno scenario finalmente globale e positivo, esito di un percorso che ha impiegato molti anni a compiersi. E se è vero che si può ravvisare qualche “baco”, primo fra tutto la mancanza di oggettività dei criteri di valutazione, è assolutamente apprezzabile l’interdisciplinarietà dei campi, il coinvolgimento contemporaneo dell’industria di produzione, della progettazione e delle imprese. Il valore positivo degli aspetti squisitamente energetici, ma soprattutto dell’allargamento al tema del riuso e del riciclo contenuta nei CAM e l’importanza di formare professionisti sensibilizzati su questi aspetti è stata focalizzata da Paolo Mellano (Direttore DAD, Politecnico di Torino) e da  Cristina Coscia (vice presidente Ordine degli Architetti di Torino). Riccardo Pollo (DAD Politecnico di Torino, coordinatore scientifico del convegno e moderatore (insieme a Ennio Braicovich, DBInformation) ha tracciato i nuovi confini delineati dai CAM, individuandone  il profilo multiscalare – dal sito al componente edilizio – e l’aspirazione verso un’economia circolare come auspicato dalla Direttiva Europea. Giovanni Nuvoli (Regione Piemonte), ha evidenziato alcuni dei passaggi più critici dei CAM, sottolinenadone lacune e incertezze procedurali. Il convegno promosso da The Next Building si è, dunque, fatto carico,  non solo di offrire una fotografia del nuovo aggiornamento legislativo, fondamentale per tutti i soggetti coinvolti nella progettazione e nella realizzazione degli edifici della Pubblica Amministrazione, ma anche di evidenziarne le criticità, traducendo e rendendo comprensibili i contenuti per il mondo della progettazione.

I CAM come opportunità 

Stefano Corgnati (vice rettore per la ricerca Politecnico di Torino)  ha sottolineato la grande opportunità offerta dai CAM che codificano, sia pure con qualche elemento critico, delle modalità operative rivolgendosi sia la progettista, sia all’impresa, sia al produttore e ha sottolineato come si stia configurando un nuovo paradigma di comfort ambientale in forte interazione con le tecnologie della digitalizzazione  in grado di portare vantaggi globali. L’aspetto più significativo è sicuramente quello del cambiamento di scala, dall’edificio alla città che allarga e rende più complesse le competenze e le azioni sostenibili in ambito edilizio. Correlato al tema del cambiamento di scala, l’aspetto dell’involucro sostenibile di edifici in dialogo con il contesto è stata trattato da Valentina Serra, le innovazioni più spinto sia per l’involucro opaco, sia per il trasparente fanno tutte riferimento all’approccio energetico e sostenibile dell’edificio. Pur prendendo le distanze dalle soluzioni mirabolanti, in grado di garantire un’inarrivabile perfezione assoluta dell’edificio, i progressi legati alla ricerca sia accademica, sia dell’industria hanno determinato un miglioramento delle prestazioni dell’involucro, impensabile fino a qualche decennio fa. 

I produttori di componenti al centro del processo di qualità ambientale

Centrale, sotto questo profilo, l’impegno dei produttori, sensibilissimi ai temi ambientali e al rispetto delle cogenze legislative in un’ottica di ottimizzazione e miglioramento continui dei sistemi. Al convegno di The Next Building hanno portato il loro contributo Fresia Alluminio fortemente orientata ai temi della sostenibilità ambientale, prima azienda del settore ad ottenere la certificazione di prodotto EPD. Giuseppe Azzollini di Fresia Alluminio ha presentato il caso studio di Vista Verde, un intervento di recupero nella zona ex Fabrica Desalles-Borzino, in Piemonte che ha ottenuto la certificazione LEED. Wicona  ha messo a punto un nuovo sistema di serramenti in linea con le indicazioni dei CAM. Edoardo Tabasso di Wicona, dopo aver  sintetizzato i 4 elementi indicati dai CAM in relazione all’involucro edilizio (prestazione acustica e protezione solare – correlate al tema del comfort –  la disassemblabilità e la riciclabilità), ha descritto il nuovo sistema di infisso ad alto contenuto tecnologico. Rheinzink (Unimetal) con un’esperienza di lungo corso sui temi della sostenibilità e dell’innovazione, è tra le poche aziende ad aver ottenuto la certificazione Cradle2Cradle. Werner Stabinger di Rheinzink ha presentato una serie di casi studio, ponendo l’accento sulla sostenibilità interpretata dal punto di vista del produttore.  I temi del comfort e della sostenibilità ambientale sono stati condivisi da Luigi Staccotti di Internorm che ha, in particolare, descritto la tipologia delle finestre a nastro (compositivamente figlia dei grandi nomi dell’architettura moderna) restituita alla progettazione contemporanea grazie alle eccellenti prestazioni termiche dei nuovi sistemi.  Profili minimali per geometria e dimensioni con caratteristiche d’eccellenza e ottimo isolamento termico sono state illustrate da Alessandro Brignach di Gealan nel contesto di un caso studio, un edificio a Brema, in Germania. I sistemi modulari di policarbonato alveolare sono stati l’oggetto dell’intervento di Luca Gennero, Dott. Gallina che ne ha descritto, attraverso due casi studio eccellenti, il centro commerciale di Arese e il museo di arte contemporanea progettato da OMA in Russia,  le caratteristiche di leggerezza, trasparenza e isolamento termico.

Nuovi paradigmi per la sostenibilità in edilizia

La necessità di rendere omogenea anche per gli edifici la dinamica espressa dal GPP Green Public Procurement, uno strumento volontario di politica ambientale volto a favorire l’adozione di criteri ambientali nelle modalità di acquisto di beni e servizi da parte della pubblica amministrazione, è stata il tema trattato da Ernesto Antonini (Università di Bologna) che ha posto l’accento sull’impatto ambientale legato al ciclo di vita dell’edificio e sulla ricerca di un equilibrio tra  naturale e artificiale, inerte e adattativo, perenne e temporaneo riferito ai materiali, ai sistemi per l’edilizia. Le certificazioni ambientali e altri strumenti necessari per la definizione di un’economia circolare sono stati l’oggetto dell’intervento di Roberto Giordano e Corrado Carbonaro (DAD Politecnico di Torino). Il grande tema del riuso e del riciclo dei materiali è stato lo stimolo per l’implementazione di un progetto del Politecnico di Torino, un Data Base denominato CAM.PER (in cui PER è l’acronimo di Prodotti Ecocompatibili Riciclati), un modello e un riferimento metodologico per affrontare il progetto in modo ecocompatibile. Da ultimo Paolo Iotti – Iotti+Pavarani Architetti ha presentato l’head quarter di Reale Mutua Group, in collaborazione con Artecna (Roberto Tosetti) realizzato a Torino, un edificio ad alte prestazione energetiche, in dialogo efficiente con il contesto ambientale, un esempio significaivo di progettazione sostenibile.

 

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