MEIS a Ferrara, progetto di SCAPE inaugura il prossimo 13 dicembre

MEIS

In corto finale il cantiere del MEIS, il Museo dell’Ebraismo italiano e della Shoah, progettato da SCAPE. L’inaugurazione è prevista per il prossimo 13 dicembrePrende il posto del carcere, costruito nel 1912 e abbandonato nel 1992, il MEIS, Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah a Ferrara.

L’area impegnata è vicina alle mura sud ovest, al ghetto e agli elementi che manifestano la storica e profonda presenza ebraica nella città estense. Una posizione  centrale che coinvolge la riqualificazione della Darsena.

L’idea che ha informato il progetto del museo è stata di sfruttare le pre esistenze per creare un nuovo centro culturale e urbano.

Il progetto è intervenuto sulla cinta carceraria, rendendola permeabile con varchi lungo tutto il perimetro. L’edificio si trasforma in un elemento capace di aprirsi e chiudersi per definire le relazioni con il contesto.

All’interno dell’ex perimetro carcerario il parco che si ispira a quello dei giardini rinascimentali italiani, in un’interpretazione contemporanea, attraverso un modello a pixel ricavato dai percorsi.

Il museo si articola in 5 volumi, che richiamano simbolicamente i cinque libri della Torah e che costituiscono insieme all’edificio C (l’unico conservato) il complesso museale.

Il tema del libro viene integrato da spazi espositivi semplici e flessibili, adattabili a futuri allestimenti e  non vincolati dal punto di vista spaziale.

I cinque edifici-libro, sospesi per permettere una forte permeabilità visiva al livello del parco, accolgono le varie funzioni del museo e scandiscono lo spazio all’interno delle mura.

Al suo interno, il museo è interpretato come luogo dalle possibilità mutevoli: passi significativi della Torah, riportati in bassorilievo o con lettere estruse, compongono i prospetti dei volumi “libro” e regolano la luce all’interno.

L’articolazione in più corpi consente inoltre di rendere autonome le singole componenti funzionali del complesso museale permettendo agli spazi espostivi, all’auditorium, alla biblioteca, al ristorante di avere completa autonomia gestionale, attraverso accessi, servizi e percorsi indipendenti. La luce di tutti gli ambienti è zenitale, indiretta e diffusa attraverso i brise soleil fotovoltaici.

La struttura delle unità funzionali è costituita da muri portanti in cemento i quali poggiano, al piano terra su setti puntuali, in modo da liberare il più possibile lo spazio alla quota terrena. Tali elementi, cavi al loro interno, fungono anche come cavedi tecnici da utilizzare per il passaggio e la distribuzione verticale degli impianti tecnologici.

Alcuni tagli nei solai ai vari piani, producono l’effetto “ camino” di ventilazione, in modo da limitare la necessità di aerazione meccanica. L’edificio è, infatti, pensato per essere energeticamente autonomo attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici integrati con una copertura in grado di soddisfare il fabbisogno energetico stimato in 90 KW.

L’acqua, omaggio alla città estense, raccolta nelle vasche del parco contribuisce ad ottenere un microclima confortevole e ad abbassare sensibilmente la temperatura percepita.

L’innesto di architettura contemporanea non vuole essere mimetico, ma intende ricostruire gli equilibri spaziali utili alla riqualificazione del complesso.

 

La Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna d’intesa con il Comune di Ferrara e con la Fondazione Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara sono i committenti del MEIS.

Il progetto è di  SCAPE – Alessandro Cambi, Ludovica Di Falco, Francesco Marinelli, Paolo Mezzalama
con arch. Micheal Gruber arch. Kulapat Yantrasast, arch. Stefano Massarenti.
Le strutture: Studio Arco – ing. Mauro Checcoli con ing. G.Cornelio, ing. D.Zavagno, ing. A.Preziuso, ing. R.Galassi, ing. U.Finarelli. Il progetto degli impianti di Studio Arco – ing. O.Lavaggi con Thyke Europa
L’allestimento Museale: Vertov – L.Scarzella con G.Carluccio, E.Gabbioneta, O.Quarenghi

 

 

 

 

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