Presentazione ufficiale per CAP Holding a Milano. Firma Claudio Lucchin

CAP Holding

L’headquarter della CAP Holding è stato presentato ieri a Palazzo Marino da Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP e dall’architetto Claudio Lucchin, ideatore del progetto.  

Trasversale a tutto il progetto la valorizzazione del quartiere: l’edificio della CAP Holding, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano è stato presentato ieri in occasione della seduta della Commissione Urbanistica del Comune di Milano, presieduta da Bruno Ceccarelli, alla presenza dei Consiglieri Comunali componenti della Commissione e i Tecnici del Comune.

L’acqua e l’interconnessione delle sue reti danno forma all’edificio di CAP Holding senza delimitazioni con l’affaccio su una piazza, pensato per essere un nuovo luogo pubblico aperto ai cittadini e al territorio, con l’ambizione di cambiare volto al quartiere, valorizzandolo.  

L’oro blu, risorsa preziosa che CAP Holding tutela e governa, portandola nelle case di 2 milioni e mezzo di cittadini da quasi 90 anni, trova la giusta rappresentazione nello sviluppo di questo progetto: una vera e propria “piazza d’acqua”, su cui il nuovo building sembra galleggiare tenendosi saldamente in equilibrio.

L’edificio di CAP Holding, aperto alla comunità,  non esige di seguire i connotati dei vertical building dello skyline della nuova Milano, quanto piuttosto uno sviluppo orizzontale, proprio per inserirsi nell’equilibrio di un quartiere prevalentemente residenziale.

CAP Holding

L’edificio a sviluppo orizzontale, in controtendenza con la verticalità dominante che informa l’architettura recente nella città di Milano.

È questo il pensiero dominante del progetto firmato da Studio Cleaa – Claudio Lucchin & architetti associati di Bolzano, che è stato scelto tra i 30 progetti internazionali presentati per realizzare il nuovo quartier generale di CAP Holding.

Caratterizzato da 11.250 metriquadrati di superficie, distribuiti su 6 piani e suddivisa in ambienti diversi tra loro, lo spazio, capace di ospitare oltre 400 dipendenti, comprende open space, uffici, laboratori, una caffetteria, un auditorium per 200 persone aperto anche ai cittadini, un’esposizione museale e un asilo nido non esclusivamente aziendale. Una location come luogo di aggregazione, pensata anche per ospitare eventi e manifestazioni della città.

Studio Cleaa si è infatti confrontato con i dipendenti, ascoltando tutte le loro esigenze: dal pavimento in legno agli spazi pensati per la condivisione e il lavoro. “Ogni dipendente ha dato il suo parere, immaginando l’ufficio ideale”, conclude il presidente di CAP Holding.

Ne è nato un luogo di lavoro generato dalla combinazione tra strutture modulari, open space e aree delimitate, senza postazioni fisse, da utilizzare a seconda delle specifiche attività da svolgere. Molto più di un insieme di contenitori di uffici e sale riunioni. Per favorire l’interazione, verranno create delle zone in-between in cui entrare e uscire liberamente e dove rifugiarsi per lavorare indisturbati sedendosi su pouf, divani o classiche sedute.

“Al di là della progettazione architettonica – prosegue Lucchin –  il proposito di evidenziare il valore sociale dell’azienda si concretizza in un accurato piano energetico, che si avvale delle innovazioni tecnologiche sul fronte della sostenibilità, facendone un modello di costruzione 0 emissioni, 0 energia. Cosa che permetterà di ottenere il certificato Gold Leed, tra i più alti riconoscimenti sul fronte della certificazione green”.

A partire dal sistema di riscaldamento e raffreddamento per il quale verrà utilizzata l’acqua di prima falda, che a Milano non è potabile, con una termoregolazione ad aria controllata che consente un’ottimale gestione delle temperature. Cosa che permetterà di raggiungere livelli elevati di comfort termico durante il periodo di utilizzo, riducendo anche il fabbisogno di energia primaria grazie all’uso corretto delle risorse naturali.

Anche l’illuminazione merita un approfondimento, andando in controtendenza con l’uso massiccio delle superfici trasparenti. Evitate le grandi vetrate, l’edificio è caratterizzato da finestre a nastro, a motivo ortogonale, distribuite in modo irregolare, che richiamano la conformazione delle reti idriche distribuite su tutto il territorio metropolitano. Inoltre, pozzi di luce di ampie dimensioni garantiranno la connessione visiva tra i piani e l’illuminazione nell’area centrale dell’edificio.

Il bando di concorso per il progetto è stato lanciato nel gennaio 2016, con l’obiettivo di riunire le diverse sedi del Gruppo, oggi situate rispettivamente in via Rimini a Milano e in via del Mulino ad Assago. Il nuovo progetto, che ha ricevuto a luglio 2017 l’autorizzazione paesistica da parte del Comune di Milano, mira a unificarle in un’unica struttura. A selezionare il progetto una commissione presieduta dall’ingegnere Piercarlo Anglese, direttore Area Tecnica della monoutility, e composta dall’architetto Alessandro Romeo e dall’ingegnere Corrado Pecora, in rappresentanza dei rispettivi Ordini di riferimento. 

 

 

 

 

 

 

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