Abitare urbano: ciclo di incontri Vitruvio 4.0 organizzati da Mitsubishi Electric

Mitsubishi

Mitsubishi Electric ha organizzato una serie di incontri Vitruvio 4.0 sul tema della rigenerazione urbana. Tra i temi affrontati l’evoluzione del modo di abitare urbano nell’ottica di un miglioramento degli stili di vita.  “Nuovi modi dell’abitare”, organizzato da Mitsubishi Electric, ha inaugurato ieri il ciclo di incontri “Vitruvio 4.0”, con l’obiettivo di esplorare il tema della rigenerazione urbana, da inedite prospettive. Un fenomeno che stiamo vivendo oggi, con le trasformazioni sempre più rapide del modo di abitare urbano. I luoghi domestici o del lavoro mutano a grande velocità, soprattutto dove la globalizzazione e l’innovazione stanno cambiando i costumi delle persone e i modelli dello scambio economico. La domanda nel settore house si è specializzata diventando “verticale”: i tradizionali spazi domestici sono ormai dedicati ad esigenze specifiche di vita – pensiamo ai co-housing, ai silver co-housing, agli studentati o alle residenze per i parenti delle lunghe degenze ospedaliere. Anche le esigenze temporali sono un fattore determinante, con affitti brevi o brevissimi, case temporanee, alloggi per turisti che stanno cambiando modelli e scenari del settore. Mutano anche gli spazi del lavoro: dai co-working ai laboratori 4.0, ovvero gli incubatori di impresa o luoghi dove vita privata e lavorativa convivono. A compendio di ciò è significativo il nuovo ruolo che sta assumendo lo spazio pubblico e commerciale, con un progressivo ritorno al ruolo antico di socializzazione – in questo contesto vi è, non a caso, una richiesta crescente di “luoghi per i servizi”, dal wellness al bio. Dal punto di vista dell’impatto sociale è importante capire quali siano gli effetti fisici, culturali ed economici sulla forma e l’assetto della città e degli edifici, tra centri storici e periferia, per progettare e governare il cambiamento affinché migliori la qualità della vita urbana. Servono nuovi approcci culturali e tecnici, nuove regole e modi di amministrare la città, coniugando economia e sostenibilità ambientale, innovazione e rispetto dei ritmi naturali dell’uomo, oltre che dei valori culturali della città storica. Nel dialogo sui “Nuovi modi dell’abitare” ci si è interrogati su cosa sta cambiando, sui possibili scenari e soprattutto su come progettare il presente e il futuro prossimo, con il contributo di autorevoli interlocutori che lo indagano da osservatòri differenti. Mario Abis, sociologo, professore all’Università Iulm di Milano, partner di RSM:  ‘L’abitare diventa “gli” abitare. Dagli spazi residenziali a quelli pubblici, dalle “case  nella casa” ai diversi contesti pubblici – stazioni, centri commerciali, infrastrutture, luoghi della cultura e del tempo libero – i processi di frammentazione della società, fra mobilità e convergenza e nel quadro delle trasformazioni metropolitane delineano identità multiple e bisogni abitativa multipli. Nello stesso tempo, il bisogno di “abitare”, per qualità funzionale, estetica ed ambientale cresce in contemporanea  con l’indebolirsi  del valore sintetico simbolico e unitario della “casa.” Lorenzo Bellicini, direttore di Cresme: “La città non è il problema, la città è la soluzione, è la frase con cui Jaime Lerner, il leggendario sindaco di Curitiba ama concludere le sue conferenze; parafrasando verrebbe da dire, in questo scenario articolato e complesso che abbiamo davanti, “le costruzioni non sono il problema, sono la soluzione”. Le costruzioni sono la soluzione se si trasfigurano, se auto-progettano e auto-costruiscono la metamorfosi; se aumentano la produttività, se riducono il costo dell’errore, se si trasformano da filiera competitiva in filiera collaborativa. Sia il tema ambientale che quello digitale impattano con i luoghi in cui viviamo e lavoriamo, con i luoghi e i mezzi attraverso i quali ci spostiamo. Il cambiamento impatta con il prodotto delle costruzioni: l’insediamento, le infrastrutture. Solo che questo insediamento sta diventando, deve diventare qualcosa di diverso: impianto, servizio, rete, sicurezza, sostenibile, portatore di qualità. E se ciò che cambia è il prodotto delle costruzioni, le costruzioni devono essere in prima fila nel cambiamento. Paradossalmente guidarlo, ma per farlo non possono più essere le stesse. Serve un vero salto culturale, serve un “movement for change”. Andrea Lacalamita, co-fondatore di Homepal: “La frequenza di compravendita delle abitazioni in un Paese contribuisce alla velocità di cambiamento delle città. Un ricambio elevato testimonia un ricambio di persone, di abitudini, di innesti diversi. A Milano si vende quasi il 5% del totale degli immobili ogni anno, a Roma il 3,2%, in altri paesi si arriva fino al 9%. Le barriere di questo ricambio sono molteplici, dall’assenza di standard al costo dell’intermediazione, che arriva fino al 7% del valore dell’immobile, pari a quasi 4 miliardi di euro di costo in Italia. Homepal –  piattaforma immobiliare peer to peer dove i clienti possono vendere, acquistare e affittare le loro case  – nasce per semplificare, velocizzare e rendere più economico questo processo, con l’obiettivo di contribuire al dinamismo del Paese.”                

 

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