Allestimento … onor del mento (della mostra)

Teatro alla Scala

Bellissimo, efficace, parlante quello di Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto per “La Magnifica Fabbrica” al Teatro alla Scala di Milano. Come metti gli oggetti, come trasferisci la narrazione, come attiri lo sguardo: l’allestimento è la chiave di volta del fatto espositivo che ne definisce efficacia e capacità comunicativa. Di più, è l’elemento che crea la memoria dell’evento. Straordinario quello di Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto per “La Magnifica Fabbrica” al Teatro alla Scala di Milano. “Raccontare” una mostra ha senso fino a un certo punto, è un’esperienza che rende imperativa la scoperta e la “visione tattile”, la sinestesia in loco. Un libro – oggetto dibattuto nella sua formulazione tradizionale e scarsamente frequentato in questi tempi contraddistinti dall’urlo come codice comunicativo corrente – è l’idea che ispira la narrazione: bellissime pagine fuori scala che attraggono, uno scenario che seduce e invita a indugiare – non viene voglia di chiudere la visita in fretta, qualunque sia la motivazione e la preparazione di chi accede alla mostra, uno studente, un milanese doc, un turista … E già il primo obiettivo, indurre alla permanenza e al godimento della storia, è raggiunto. Il filo conduttore – il libro – torna nella sala centrale in cui prende vita la metafora di un’orchestra: su 30 leggii sono riportate altrettante immagini storiche e attuali della Scala, che si animano a canone, con un focus di volta in volta differente. Al di sopra dei leggii, in dialogo con essi, un’ampia proiezione su uno schermo in forma di grande libro aperto. Il dettaglio è qui un tema di sostanza: l’accuratezza tecnica amplifica la potenza espressiva del momento espositivo. Magistrale il modo in cui Mara e Ico Migliore hanno addomesticato la luce: cifra compositiva di tutti i loro allestimenti, in questa occasione blandisce, accarezza gioca non solo con le “pagine”, ma anche con le singole porzioni. Il visitatore è accolto all’ingresso del Museo da una parete con la presentazione della mostra e un video introduttivo di circa 5 minuti; l’esposizione prosegue al piano superiore, negli spazi della Biblioteca Livia Simoni, con il passaggio dalla sala video in cui sarà visibile il filmato principale di 17 minuti che, grazie alla collaborazione di Rai Teche e Istituto Luce, presenta rari documenti filmati sulla storia scaligera dalla ricostruzione. A partire dalla stanza attigua inizia il percorso vero e proprio, che procede in ordine cronologico dal 1776, anno dell’incendio del Regio Ducal Teatro, fino al Dopoguerra: Un momento di forte sintesi sull’evoluzione storica del teatro e della piazza antistante dal 1776 a oggi che riunisce in un racconto coinvolgente i diversi elementi presenti in mostra. Infine, nel Ridotto dei Palchi Arturo Toscanini è proposto l’ultimo capitolo della storia, il progetto dell’architetto Mario Botta che nel 2004 ha ridisegnato la funzione dell’edificio e il prossimo ampliamento previsto nel 2022 che arricchirà di una nuova torre il profilo del Teatro. Al centro del Ridotto la splendida maquette in legno pregiato, realizzata da Ivan Kunz, riproduce con straordinaria minuzia costruttiva una sezione dell’edificio in scala 1:75, offrendo la possibilità di entrare all’interno della struttura esplorandone da diversi punti di vista le trasformazioni architettoniche e funzionali. È qui che si innesta l’intervento di Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto che incrocia l’elemento fisico della maquette e quello digitale della realtà aumentata per offrire un momento di approfondimento interattivo al visitatore che può così addentrarsi in una realtà tridimensionale, esplorando, come un moderno lillipuziano, l’evoluzione del teatro. Curiosità e dati storici supportano, dunque, il racconto in un chiaro esempio di utilizzo mirato, quasi “umanistico”, della tecnologia concepita non come fine o effetto scenico, ma sapientemente calibrata al servizio del progetto. Il percorso è completato da un video in cui l’architetto Botta spiega il suo progetto. Il racconto della mostra non si limita però a ripercorrere le trasformazioni architettoniche del Teatro, ma esplora anche la sua integrazione nel tessuto urbano, e in particolare con l’evoluzione della piazza. Non a caso le Gallerie d’Italia, sede museale di Intesa Sanpaolo, ospiteranno la maquette del progetto di Botta insieme a due pannelli esplicativi, estensione della mostra al di fuori delle mura scaligere. ANDATE A VEDERLA! Le informazioni di servizio: in corso dal 4 dicembre fino al 30 aprile del prossimo anno la mostra “La magnifica fabbrica – 240 anni del Teatro alla Scala da Piermarini a Botta” a cura di Fulvio Irace e Pierluigi Panza, realizzata in collaborazione con Intesa Sanpaolo e grazie ai Partner Edison e Mapei. L’allestimento di Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto occupa le sale della Biblioteca Livia Simoni al piano superiore del Museo Teatrale, dedicate all’evoluzione storica della struttura del Teatro, mentre il Ridotto dei Palchi ospiterà la sezione dedicata agli interventi più recenti firmati dall’architetto Botta e al completamento del suo progetto con la costruzione del nuovo edificio di Via Verdi. Il catalogo della Mostra è realizzato dal partner editoriale Treccani.   Nella foto: un’immagine dell’allestimento della mostra al Museo del Teatro alla Scala (Andrea Martiradonna).  

 

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