L’architetto non ha più la matita …

CONVEGNO TNB

Al Convegno “The Next Generation Building. Costruire la Nuova Architettura” un’idea sul futuro del Costruire: non solo visioni, ma soprattutto una restituzione dei nuovi paradigmi operativi. Che rendono le visioni possibili. Al Politecnico di Milano lo scorso 7 novembre La sintesi di una lunga giornata convegnistica non è semplice da fare: nel dubbio di annoiare con un racconto dettagliato e puntuale o di produrre una sintesi criptica e poco significativa, ho deciso di estrapolare frasi, spunti, osservazioni su cui riflettere e discutere. Con l’idea che porsi delle domande, condividere e confrontarsi siano gli elementi di successo di qualsiasi evento e … post-evento. “Distinguere mezzo e fine: mezzi sono gli strumenti per la digitalizzazione del progetto; fine è la ricerca delle condizioni migliori per l’abitare.” Emilio Faroldi, prorettore del Politecnico di Milano

Emilio Faroldi, Politecnico di Milano

Emilio Pizzi, ordinario del Politecnico e curatore scientifico del convegno  “L’eredità visionaria che ha caratterizzato la stagione post anni settanta, il tema della visione, trasformato e adeguato al contemporaneo, assume ora un passo diverso, perché la visione si può realizzare a breve e perde il carattere di extra mondo ed extra tempo.”  

Emilio Pizzi, Politecnico di Milano

“L’Architetto deve invertire il processo di depauperamento del territorio: perché la sostenibilità deve tornare ad essere visione”. Paolo Russo, Stefano Boeri Architetti

Paolo Russo, Stefano Boeri Architetti

 

Marco Corazza, Atelier(s) Alfonso Femia

Marco Corazza, Atelier(s) Alfonso Femia “Per realizzare “la visione” l’Architetto non deve essere assemblatore di soluzioni pre-costituite. E anche la norma e i vincoli possono generare invenzione per il progetto”      

Alessandro Trivelli, Ordine degli Architetti di Milano

Alessandro Trivelli, Ordine degli Architetti di Milano: “Non si fa innovazione, costruendo per vendere ….per fare innovazione bisogna avere margini economici”  

Intervento dalla platea “ E’ possibile fare architettura, fabbricando, di volta in volta, un pensiero diverso dalla prassi consolidata”

“Edificio ad alte prestazioni. Un’espressione che è uno dei nuovi mantra di progetto. Ma quali sono le alte prestazioni dell’edificio? La gestione delle risorse energetiche, certamente. Le strategie di mitigazione degli effetti del cambiamento climatico. L’edificio nella duplice accezione di prodotto e servizio insieme, che nasce dal fatto di “essere complesso”. Sembrano affermazioni scontate, ma provate a rifletterci. Giuliana Iannaccone, Politecnico di Milano

Mauro Eugenio Giuliani, Redesco Siamo in un fase di transizione che vede ancora attivi sul campo del progetto “strumenti culturali e metodologici arcaici che iper-regolamentano a monte il pensiero. I nemici da identificare sono: – Confondere il processo con il progetto, – Ritenere che il progetto abbia uno sviluppo lineare, – …abbandonare il cervello perché c’è la clash detection.

Giuliana Iannaccone, Politecnico di Milano e Mauro Eugenio Giuliani, Redesco

 Daniele Pennati, Siemens “È la gestione dei dati che sa dire se l’edificio si comporta bene o si comporta male”

Daniele Pennati, Siemens

  Il mix design di progetto per l’edificio del futuro è data dalla combinazione di “un innovativo approccio bioclimatico, progettazione parametrica, nZEB, obiettivo sostenibilità, benessere e comfort e smart buildingGiuseppe Dibari, Deerns

Giuseppe Dibari, Deerns

“Architetto in mutazione: le competenze diventano più complesse, tra queste la necessità di saper trasmettere al cliente cosa significa Smart BuildingCaterina Locati, Solomio

Caterina Locati, Solomio

  “On boarding building product innovation: i software parametrici per l’architetto che non usa più la matita (o quasi).” Ingrid Paoletti, Politecnico di Milano

Da sinistra, Tommaso Salvo, CMB; Paolo Cremonini, Fagioli; Emilio Pizzi, Ingrid Paoletti, Politecnico di Milano.

Tommaso Salvo, Cooperativa Muratori e Braccianti “L’innovazione costa perché significa introdurre nuove figure professionali, fare formazione, acquistare nuove piattaforme per la gestione dei dati, nuovi software e nuovi hardware. Ma sono investimenti che tornano, perchè consentono di anticipare i problemi e di risolverli a monte, risparmiando a valle del processo. E la percentuale di costo dell’innovazione è correlata alla dimensione e al valore del cantiere”   “Edificio 4.0, la chiave di volta è la connettività: è fondamentale che l’edificio non rappresenti il collo di bottiglia della rete ed è per questo che è importante predisporre gli edifici per la banda larga” Luca Baldin, Smart Building Expo

A sinistra, Luca Baldin, Smart Building Expo.
A destra, Edoardo Tabasso, Wicona.

Edoardo Tabasso, Wicona “Power house … le suggestioni e le visioni potranno essere attuabili a breve, muta anche il concetto di futuro”   “La gestione del progetto significa gestione del cambiamento. E la prefabbricazione customizzata si applica su oggetti sempre più piccoli, si lavora sugli oggetti prefabbricati come fossero mattoni” Lorenzo Pirone, Rimond

Lorenzo Pirone, Rimond

  Giovanna Amista, Zehnder “Automazione e smart building sono funzionali al comfort e al benessere: l’alta prestazione deve avere come obiettivo la qualità dell’abitare e del vivere”

Giovanna Amista, Zehnder

Intervento dalla platea “Le tecnologie digitali possono contribuire a ridurre il gap progettuale tra il momento dell’ideazione e quello dell’appalto?”  

Paolo Cremonini, Fagioli “Constructability significa mettere a sistema conoscenze ed esperienze di costruzione per pianificare il cantiere e raggiungere gli obiettivi. Che poi significa risolvere i problemi fuori dalla prassi consolidata e dagli schemi precostituiti. Così “ho sollevato i pezzi” per costruire torri di controllo, il quarto ponte di Venezia, i puntoni della Torre Isozaki e per raddrizzare la Costa Concordia. Con la sicurezza in primo piano, valore essenziale di un progetto intelligente e di un cantiere sostenibile.”

Il tavolo dei relatori nella sessione pomeridiana con Paolo Cremonini al centro, durante l’intervento.

Pierpaolo Ruttico, Politecnico di Milano “Robot e architettura sono sistemi ibridi emergenti, servono a costruire la Nuova Architettura” Edmondo Occhipinti, 3-im “Lo scetticismo verso la tecnologia è l’ignoranza dei nostri giorni. La nuova preistoria fa data a partire da 5 anni fa.” Giulio Masotti, Woodskin “Non serve scoprire nuovi materiali, aggiungere nuovi elementi alla Tavola periodica, davvero non serve. Basta integrare, unire materiali diversi, creando soluzioni composite a prestazioni ottimizzate. E progettare la geometria. Le tecnologie evolvono, il mondo delle costruzioni arranca.”

Pierpaolo Ruttico, Politecnico di Milano; Edmondo Occhipinti, 3-im; Giulio Masotti, Woodskin.

Nove ore di convegno, come dicevo, sono difficili da condensare: sono state dette tantissime cose, i dibattiti sono stati vivaci, così come numerose le domande dal pubblico. E alla fine speriamo di aver raggiunto il nostro obiettivo: parlare di innovazione reale, andando oltre i temi prefabbricati e di cassetta. Un ringraziamento da parte della redazione di The Next Building a Emilio Pizzi, grande maestro, a Giuliana Iannaccone, Ingrid Paoletti, Pierpaolo Ruttico e al Politecnico di Milano.

 

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