Tempo di Manifesti per l'Architettura e le Costruzioni

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E’ tempo di manifesti: Manifesto Costruzioni, Manifesto del Salone del Mobile, Manifesto per riqualificare gli edifici e per rilanciare l’Italia: mossi da attori diversi, Ance, Federlegno-Arredo, Legambiente-Renovate Italy, si moltiplicano dichiarazione d’intenti e richieste codificate e istituzionalizzate in documenti ufficiali. Tutti afferenti al comparto dell’Architettura, del Design e delle Costruzioni. E’ un segnale di tonicità o di disagio?

Alcuni manifesti si rivolgono alla politica, in vista delle prossime elezioni, altri invocano  una reattività da parte del proprio comparto per creare o rafforzare una presenza forte sul mercato e per dare segnali di futuro. 

La filiera delle costruzioni ha presentato le proprie richieste alle forze politiche attraverso il “Manifesto Costruzioni”: richieste che spaziano dall’accelerare le opere pubbliche, alla semplificazione della burocrazia, a una politica fiscale a favore dello sviluppo e dell’ambiente, a ridurre costi troppo alti e adempimenti eccessivi a partire dal contratto dell’edilizia. La chiave di lettura delle richieste si origina in un contesto sempre più drammatico per il settore edile.

Firmano il manifesto Ance Nazionale, Legacoop produzione e servizi, Anaepa Confartigianato edilizia, Cna costruzioni, Casartigiani Fiae, Ciaai, Aniem, Confapi Aniem, Oice, Consiglio Nazionale Ingegneri.

Il settore sottolinea la situazione eccezionale di crisi e di emergenza, chiede di mettere le costruzioni al centro delle politiche di crescita, e si candida a diventare il motore del Paese: significherebbe, secondo le dieci sigle, far crescere il Pil di mezzo punto in più l’anno e a recuperare i 600 mila posti di lavoro persi nel settore negli ultimi 10 anni.

Anche Legambiente partecipa a #RenovateItaly in vista delle elezioni politiche e regionali, interpretando la campagna elettorale come occasione di riflessione collettiva sulle sfide sociali, economiche e culturali. 

Riqualificare gli edifici in modo profondo può dare un impulso diretto all’economia, aprendo all’industria delle costruzioni un nuovo mercato qualificante. Permetterà una migliore gestione delle risorse pubbliche e contrasterà situazioni di povertà energetica.

Da ultimo quest’anno il Salone del Mobile ha stilato il suo primo Manifesto, presentato in conferenza stampa il 7 febbraio: una dichiarazione di intenti che getta le basi di un nuovo modo di pensare, fare sistema e progetto proprio con l’immagine di una Milano al centro del processo di rinnovamento verso un design e un’architettura più attenti alle esigenze di una società in continua evoluzione, che gode di progetti avveniristici ma ha bisogno anche di tante piccole emozioni da vivere nel quotidiano.

 

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